Come ho accennato qualche post or sono, il mio vecchio blog (quello su msn, poi diventato Live Spaces, poi diventato DioSaCosa.com) è andato perso, del tutto, per sempre, irrimediabilmente, senza possibilità di tornare indietro (ok, lo sto facendo di nuovo...).
Live Spaces è diventato Wordpress, e ha dato ai suoi utenti una finestra temporale di un mesetto circa, lo scorso marzo, per "battere un colpo", confermare di essere ancora vivi e trasmigrare tutti allegramente su Wordpress. Non una mail, non un avviso che andasse oltre il loro sito ufficiale, che, come potete immaginare, non è esattamente la mia homepage. Persa quella finestra, perso tutto. Io, che, beata innocenza, non mi sono accorto della cosa fino a qualche settimana fa, non posso fare più nulla. Il mio primo blog, quello dove ho parlato di me dal 2005 al 2009 (quando mi son spostato qui su Blogspot, per intenderci), non c'è più. I link che trovate qui a destra - ma che tra poco toglierò, vista l'inutilità - non portano più da nessuna parte. Nemmeno quelli della sezione "Io rileggerei" - che andrà cambiata mettendo i menopeggio di questo-blog-qui, suppongo. Quasi quattro anni di diario virtuale di vita, persi.
E c'era tutto, in quel blog lì. C'ero io, alla fine del mio quarto anno di liceo, tutto colorato e bimbominkioso, mezzo etero mezzo bisex mezzo represso mezzo confuso (quindi un 25% più che mezzo), alle prese con le begucce coi compagni di classe. C'era la mia prima cotta, la gita di quinta, la notte prima degli esami, il mio test d'ingresso in università, le mie prime ossessioni per dei ragazzi, i viaggi più significativi della mia vita, le riflessioni di un adolescente in crescita e in accettazione, il mio primo appuntamento, il mio primo bacio. Tutto. C'era tutto, lì.
C'erano i racconti più belli, i post scritti meglio, quelli che mi han davvero cavato lacrime dagli occhi mentre li scrivevo. C'erano i primi passi nel mondo della scrittura, c'era un'evoluzione di un bambino che diventava ragazzo che diventava quello-che-sono-adesso imparando a scrivere a raccontarsi.
Ora, c'è un errore 404.
giovedì 11 agosto 2011
lunedì 8 agosto 2011
VARIE ED EVENTUALI
Francamente, mi sono rotto i coglioni. Dopo un Giugno della madonna, tutto ciò che ci resta per la stagione più bella dell'anno è stato un luglio orribile e un agosto, alle porte, che si prospetta, se possibile, pure peggio. Hai 9 mesi di tempo per piovere, nevicare, fare freddo e deprimere il mondo, dacci tregua almeno ora.
Ho scelto il Verdana perché a) ci sono quattro font in croce tra cui scegliere b) mi ricorda il mio vecchio blog c) allarga e i post sembrano più lunghi anche se scrivo cazzate, un po' come facevo nei temi del liceo quando mi trovavo a scrivere parole come "evidentemente", "ineccepibile" o "legittimamente" solo per andare oltre le due pagine e mezza.
Diamond, il coach di Mila e Shiro, era semplicemente un ubriacone abusivo e probabilmente pedofilo. Perché nessuna diceva niente? Perché nessuno si lamentava? Tutti sapevano e nessuno parlava, né Mila, che faceva la suffragetta dei miei coglioni ma poi stava zitta e buona e prendeva sprangate nelle gambe da Diamond, né Nami, che probabilmente sotto sotto ha subito anche forme d'abuso più pesanti, né Shiro, notoriamente destinato al genere femminile come il prossimo cd di Lady Gaga.
Cosa fa Federica Pellegrini quando non nuota? Ruba i fidanzati delle altre, si lamenta di avere tutta la federazione contro e licenzia un allenatore. Per carità, brava quanto volete, ma quand'è che si sveglia con una forma grave e non curabile di idrofobia? Odiosa e supponente. Magnini, salvati almeno tu. Marin, che dire, mi casa es tu casa.
Citare le frasi di Fabio Volo su Facebook sulla profondità dell'amore, sull'impenetrabilità dell'anima e sul dualismo mente-cuore non fa di te una persona profonda. Ma poi dico: cita Coelho, cita Brecht, cita Tarzan (arh arh arh), ma che credibilità ha uno che passa tre quarti della sua vita con la testa più in basso delle spalle?
E no, non sono capace di andare a capo.
Ho scelto il Verdana perché a) ci sono quattro font in croce tra cui scegliere b) mi ricorda il mio vecchio blog c) allarga e i post sembrano più lunghi anche se scrivo cazzate, un po' come facevo nei temi del liceo quando mi trovavo a scrivere parole come "evidentemente", "ineccepibile" o "legittimamente" solo per andare oltre le due pagine e mezza.
Diamond, il coach di Mila e Shiro, era semplicemente un ubriacone abusivo e probabilmente pedofilo. Perché nessuna diceva niente? Perché nessuno si lamentava? Tutti sapevano e nessuno parlava, né Mila, che faceva la suffragetta dei miei coglioni ma poi stava zitta e buona e prendeva sprangate nelle gambe da Diamond, né Nami, che probabilmente sotto sotto ha subito anche forme d'abuso più pesanti, né Shiro, notoriamente destinato al genere femminile come il prossimo cd di Lady Gaga.
Cosa fa Federica Pellegrini quando non nuota? Ruba i fidanzati delle altre, si lamenta di avere tutta la federazione contro e licenzia un allenatore. Per carità, brava quanto volete, ma quand'è che si sveglia con una forma grave e non curabile di idrofobia? Odiosa e supponente. Magnini, salvati almeno tu. Marin, che dire, mi casa es tu casa.
Citare le frasi di Fabio Volo su Facebook sulla profondità dell'amore, sull'impenetrabilità dell'anima e sul dualismo mente-cuore non fa di te una persona profonda. Ma poi dico: cita Coelho, cita Brecht, cita Tarzan (arh arh arh), ma che credibilità ha uno che passa tre quarti della sua vita con la testa più in basso delle spalle?
E no, non sono capace di andare a capo.
mercoledì 3 agosto 2011
TU
Tu, ti rendi conto di essere una favola in cui credi solo tu e chi ti sta attorno? Sai cosa so adesso di te e sai che sono contento di non avere più a che fare con te?
Tu, invece, mi hai semplicemente confermato quello che ho sempre pensato riguardo al poco interesse nei miei confronti, e anche coi tuoi ultimi comportamenti ti sei dimostrato piccolo così.
Tu sei speciale e sto sempre bene con te, ma a volte mi fai paura. E questo non va bene, ma non credo che le cose cambieranno. Vorrei dedicarti più tempo.
Tu devi rialzarti e dimostrare quanto vali. E ti capiterà di farlo in modi sbagliati, ma dovrai capirlo e correggerti in corsa.
Tu non ti rendi conto di chi hai di fianco, vorrei poterti aprire gli occhi se solo la cosa non ti uccidesse di netto.
Tu sei la curiosità che non ho mai soddisfatto, ma i tempi sono sempre stati troppo sbagliati.
Tu non sei nessuno per trattarmi così.
Tu sei un enigma, non so quanto sei vero, quanto sei semplicemente insicuro, ma non mi fido di te.
Tu invece racconti balle e non so perché lo fai. Probabilmente soffri, ma la cosa non mi riguarda.
Tu sei fondamentalmente un insicuro che ne ha passate parecchie. Ma sei abbastanza cattivo, quindi continua a starmi lontano.
Tu sei un egocentrico pieno di te che non sa cosa significhi pensare agli altri. Prevedo una vita di solitudine, affettiva e non, per te.
Tu mi ami, ma devi metterti più in discussione per avere un rapporto di testa con me.
Tu sei un miracolo, non perderti per strada e trova in te la forza innata che hai sempre avuto.
Tu sei fondamentale per me e stai passando un momento delicato. Spero di poter sempre contare su di te e di non sentirmi troppo spesso "messo da parte".
Tu sei solo una grossa delusione. Sei la dimostrazione che prima di dare una seconda possibilità bisogna pensarci mesi. Figurarsi una terza e una quarta.
Tu sei schivo. Hai la tua vita, ma vorrei farne parte maggiormente, perché tu mi hai sempre capito al volo.
Tu, non confondere le novità sentimentali con l'andare a letto con un ragazzo diverso ogni giorno.
E tu non credere di essere confusa e sfortunata in amore, sei solo un po' mignotta.
Tu lo sai che la tua ragazza ti fa le corna?
Tu devi morire. E anche tu, e tu. E tanta altra gente con voi.
Tu dove sei? Perché non posso chiarirmi semplicemente le idee come facevo di solito con te?
Tu sei degno della mia stima, vorrei fossi più concentrato su ciò che ti dico.
Tu sei un'amica ritrovata, continua a esserci, siamo sempre stati bene insieme.
E tu, non so come vada la tua vita, spero solo vada meglio della mia.
lunedì 1 agosto 2011
I'M BACK, BITCHES
Il problema è che dall'estate del 2005 ad oggi, ho sempre avuto un blog. E poco importa se Live Spaces ha deciso dall'oggi al domani e senza avvisare di chiudere tutti i blog e trasmigrarli su Wordpress, cancellando inesorabilmente tre anni e mezzo testuali della mia vita. Il punto è che io ho sempre avuto un blog, prima là e poi qua.
Poi c'ho provato con Tumblr, ma non ha funzionato. Come quei ragazzi fighi che vedi da fuori e dici "chissà com'è starci assieme" e poi vedi che pensano solo a una cosa. E non dico per dire, questa è la mia bacheca di Tumblr in questo momento. Non fraintendetemi, Tumblr è carino e tutto. Ma basta seguire, anche per errore, uno qualsiasi dei blog specializzati in nudi artistici, e la bacheca è intasata per sempre. Capite bene che uno non può fare il serio in quel contesto. Certo, la comodità di Tumblr sta nel fatto che niente è censurabile, che foto e video vanno in scena senza filtri di sorta. Ma diciamo che non è il luogo ideale per bloggare. Quando vorrò darmi al porno amatoriale come un Chris Crocker qualsiasi, pondererò di tornarci fisso. Per il momento userò Tumblr come merita: per ribloggare gif animate e postare le fotografie di Instagram più riuscite grazie ai miracolosi filtri rosso/bianconeri.
E niente, ci risiamo. Che la notizia si diffonda in lungo e in largo, il livello di questo postaccio torna ad alzarsi, finalmente.
giovedì 23 dicembre 2010
martedì 16 novembre 2010
PAUSA
Per chi si aspettava Bita: mi dispiace, per un po' dovrà continuare ad aspettare. Quanto sarà questo po' non ci è dato saperlo. Nè a me, nè a voi.
Capita che la Vita, quella vera con la v, si faccia sentire di botto, ti dia una spallata talmente forte e frastornante che tutto viene rimesso in discussione, con la fatica che non pensavi si potesse realmente provare. E per la Bita non c'è più spazio, almeno per il momento. Non ho la testa per capire cosa mi sta succedendo ora, non avrei il cuore per ricordare quello che mi è successo tre anni e mezzo fa, davvero no.
E funziona così anche il blog, immagino capirete.
Tornerò quando potrò e vorrò. Intanto grazie per l'attesa che mi avete dedicato e i messaggi qua e là, sono graditi.
mercoledì 3 novembre 2010
LIFECHANGING MOMENTS
Tutti parlano dei momenti in cui la loro vita è cambiata, ricordando l'infinito insieme di coincidenze che ha permesso che succedesse ciò che è successo... "se non fosse andata così", "se quel giorno non avessi preso l'autobus"...E sono scelte inconsapevoli, che ci troviamo a realizzare solo col famoso senno di poi di cui se son piene le fosse proprio un caso non sarà.
Pensate se quelle scelte di colpo diventassero consapevoli, se ci si trovasse davvero davanti a un bivio, con la consapevolezza di fare una scelta che potrebbe cambiarti la vita. Andare a sinistra, andare a destra. Salire o scendere da un treno. Pensate se foste di fronte a una scelta così e aveste solo poco tempo per decidere e troppe considerazioni da fare.
Vi mancherebbero ancora quei momenti in cui la vita potrebbe cambiare di colpo, qualora ve li trovaste di fronte e vi accorgeste che quella scelta è semplicemente più grande di voi?
Sì, scusate per Bita, qualora non si fosse capito non ho la testa per scriverla... appena posso faccio...
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