domenica 20 settembre 2009

FINE DELLE VACANZE

E così anche le mie vacanze sarde son giunte al termine: ieri notte, dopo un viaggio interminabile in nave e le ultime ore di macchina da Livorno a Brescia, siamo tornati alla patria padana (sic).

Sono stati otto giorni perfetti, davvero pieni di sole, amore e tante coccole (dire cuore mi sarebbe costato una cifra di royalties). Considerando che nel resto dell'Italia è calato l'inverno più totale, direi che ci è andata decisamente bene, siamo riusciti ad abbronzarci abbastanza, a goderci gli ultimi bagni in un'acqua stupenda e pure a girare la sera in maglietta senza congelare.

La colonna sonora della vacanza? Assolutamente


Intanto grazie mille per il successo di Bita - che ha un po' sconvolto le coscienze, diciamolo - domani si replica, provando a essere meno crudi :D

lunedì 14 settembre 2009

BITA - ALE DAGLI ANNI '9O AD OGGI - 1^ PUNTATA

Quando mi si chiede quando ho capito di essere gay rispondo che lo so da sempre. E aggiungo che ne ero ben consapevole dal momento in cui giocavo a far accoppiare l’uomo ragno e ciclope degli X Men. L’aneddoto, di solito, fa sorridere. Il problema è che è assolutamente reale. Avevo decine di omini e giocavo a farli combattere tra di loro: varie trasformazioni di batman, i personaggi di Street Fighters, i Biker Mice e tutta la congrega di cartoni del pomeriggio di Italia 1 opportunamente divisi in buoni e cattivi. I nostri supereroi omoerotici, naturalmente, erano tra i buoni (non avevo ancora capito la cattiveria che si cela dietro a buona parte della comunità LGTB evidentemente). Ciclope e l’Uomo Ragno, pertanto, finita la battaglia che li vedeva vincenti, si ritiravano nei loro alloggi e davano il via a quelle che avrei scoperto essere le scene clou di un film tipico della Bel Ami. Il bello è che tutto ciò avveniva con la massima naturalezza e senza il minimo di malizia. Oddio, non erano propriamente scene da Domenica Disney, però avevo dalla mia la scusante di non sapere cosa stessi facendo. Era, probabilmente, un impulso innato.

Tutto ciò non mi vietò, all’asilo (sì, ero un bambino abbastanza precoce), di trovarmi la prima fidanzatina di copertura. Intendiamoci, non sapevo né cosa fosse una copertura né cosa fosse una fidanzatina, ma visto che io e Chiara, sulla cui testa alla Charlie Brown preferirei non infierire, eravamo molto carini assieme, i nostri genitori trovavano giusto organizzare cene tutti assieme sperando che in camera di Chiara io e lei si giocasse al dottore. In realtà i giochi più gettonati erano la marcia dei pupazzi e il the di Barbie e Ken.

In tal senso l’approdo alle scuole elementari mi aprì un mondo. Il primo compagnuccio di banco, Valerio, fu anche il primo amichetto che portai a casa, tutto contento. Era il mio compagno di giochi, ci trovavamo benissimo, litigavamo e facevamo pace, i nostri genitori erano diventati amici e tutto proseguiva come doveva proseguire. Infatti, la seconda volta che venne a casa mia, Valerio era completamente nudo, tanto quanto il sottoscritto, adagiato sotto di me. Non so se questa pratica mi fosse stata suggerita proprio da Ciclope e Spiderman, fatto sta che i nostri incontri inconsapevolmente erotici proseguirono per tantissimo tempo. E si sa, quando si è piccoli si è ignari delle conseguenze, pertanto si è anche decisamente incoscienti. Tutti questi incontri di nudismo in cui strusciavamo felici i nostri corpi fanciulleschi, avvenivano con i miei o i suoi genitori nell’altra stanza, col rischio di essere beccati da un momento all’altro. Ho detto rischio? Certezza. Mia madre ci vide più volte; una sera finì per raccontare tutto al padre di Valerio che per tutta reazione cercò di spaventare il figlio, raccontandogli di strane malattie che ci si poteva passare con queste pratiche. Mi aveva preso per un ricettacolo di malattie veneree, probabilmente. Neanche io, però, avevo le idee chiarissime: una sera chiesi a mio padre se era possibile, per due uomini, avere un figlio. Mi spiegò di no, aggiungendo curioso: “perché? Vuoi fare un figlio con Valerio?”. Qualche anno più tardi avrebbe capito che non era il caso di scherzare sull’argomento.

Un pomeriggio estivo a casa di Valerio si trascese: lui mi legò nudo nell’armadio di camera sua e suo padre finì per trovarmi e slegarmi. Forse però ero troppo piccolo per definirla la figura di merda peggiore della mia vita. O forse è perché ne avrei fatte altre anche più grosse, chissà. Il punto è che io e Valerio decidemmo di chiudere la nostra relazione sessuale col piglio risoluto tipico di Carrie e Mister Big. Per la cronaca, Valerio ora è assolutamente eterosessuale, per quanto ne sappia io. Certo, forse il cambio di città e regione e una quindicina d’anni di psicoterapia l’avranno aiutato, ma non saprei dirvi di più.

Conclusa la storiella di Valerio, provai a ripetere il tutto con un compagnuccio di classe peruviano. Anche in questo caso mio padre mi beccò ancora prima di levarmi le mutande e, probabilmente, cominciò ad arrovellarsi su cosa non funzionasse in me.

Rivedendomi adesso capisco che era l’incoscienza a farmi agire così: seguivo i miei impulsi senza dargli un nome o una connotazione d’etichetta, come si farebbe ora. L’età della coscienza, dalla quarta elementare in poi, infatti, mi portò a rimettermi in discussione e a riallinearmi con uno stereotipo più convenzionale: al ragazzino piacciono le ragazzine. Se non gli piacciono, lavora per far sì di farsele piacere. Fu questa prima rudimentale opera di autoconvincimento che mi portò, in quinta elementare, a dare il mio primo bacio eterosessuale.
A chi diede più fastidio? A Valerio, naturalmente, pronto a vendicarsi come neanche il più accanito degli ex...

(continua)

venerdì 11 settembre 2009

TARDE VACANZE


Il sottoscritto parte nel tardo pomeriggio per questo bel luogo di vacanze. Sarà anche Settembre inoltrato, ma si spera di trovare bel tempo, nella ridente Sardegna. Io e il mio amore staremo via otto giorni in tutto, domenica prossima saremo di ritorno, confidando di avere ripreso almeno un paio di tonalità d'abbronzatura.

Tuttavia, miracoli della tecnologia (:-D) lunedì mattina troverete (credo) in automatico la prima puntata della biografia con la quale voglio ammorbarvi per i mesi a venire, quindi in qualche modo il mio spirito aleggerà su questo blog.

Intanto, buone vacanze a me :D

mercoledì 9 settembre 2009

BITA - DA LUNEDI' SU QUESTO BLOG

Il bambino più precoce di sempre. Un temibile omosessualizzatore, il terrore di ogni etero o presunto tale. Un letargo lungo anni, prima di svegliarmi e capire che non si poteva andare avanti così, che dovevo accettare una parte fondamentale di me. Uno schianto terribile, che ha cambiato tante cose. La presa di coscienza della mia personalità. L'estate delle prime esperienze. Gli amici più stretti, la difficoltà di aprirmi e raccontare il più intimo segreto. I primi "amori", più o meno seri. La progressione parallela di un'altra vita, su cui non potevo accettare di non avere il controllo... la prima volta in cui ho perso la testa per un ragazzo, la profonda crisi che mi portò ad un drammatico coming out coi miei genitori.

E ancora... il primo bacio, folli botte di coraggio, ciellini, etero repressi, gay rifiutati, litigi, chiarimenti...

da lunedì, per tredici settimane.

lunedì 7 settembre 2009

NON HO NIENTE CONTRO I MANCINI

Io non sono razzista. Sono solo sincero e do voce al pensiero della stragrande maggioranza delle persone. Si fa un gran parlare, in sti giorni, dei cosiddetti "diritti ai mancini", o "non destrorsi", per usare un'espressione che fa tanto politically correct. La discussione, animata da dibattiti tv dove il mancino di turno va a dare spettacolo in qualche programmino di serie Z, nasce naturalmente dagli episodi di violenza in cui sono stati feriti due mancini che si stavano tenendo per mano (così dicono... chi lo sa se si stavano solo tenendo per mano...). Da quell'aggressione ne sono susseguite altre, più o meno gravi, più o meno ingigantite dalla stampa che ora si scandalizza in difesa di questa minoranza. Ora, io ho tantissimi amici mancini, però loro non avvertono tutto questo bisogno di farsi vedere, di urlare al mondo "ehi, io sono mancino, io scrivo con la mano sinistra", facendo inutilmente scandalo (magari davanti ai bambini, che poi chi glielo spiega che la normalità sarebbe quella di scrivere con la destra, se hanno davanti esempi di questo genere?). I miei amici mancini (persone fidate quanto discrete) sono più intelligenti di quella massa di cretini che vanno ai Left Pride urlando con la loro mano bene in vista, con slogan francamente imbarazzanti e portavoce politici altrettanto sopra le righe. Perchè i mancini non possono essere come noi destri? Io non sono sinistrofobo, ci mancherebbe, però se la società ti richiede un minimo di ritegno, limitati a stare a casa tua a fare certe cose, non andare in giro a scribacchiare per strada con la sinistra solo perchè va di moda... poi perlomeno non lamentarti se qualcuno te la fa pagare. Non giustifico la violenza, per carità, però è normale che si voglia difendere l'ordine naturale delle cose... Se fossimo tutti mancini a questo mondo come si vivrebbe? Dio ci ha dato due mani: una per scrivere, mangiare e fare tutte le cose, l'altra per tenerci in equilibrio. Pensate che tragedia averne uno in famiglia. Meglio un figlio ladro o delinquente, che mancino.

Sono stufo. Stufo di questa italietta omofoba. Inutile dibattito in tv dove si tira fuori il discorso del pudore, dello "stare a casa propria" e dell'esibizionismo, per giustificare gli attacchi omofobici. Oggi ho discusso con un amico gay, il classico "anti pride" e "antichecche". Parlava di cose che non conosceva, esattamente come tutti gli ignoranti, i violenti, i razzisti. Ma se i primi nemici all'interno della comunità gay sono i gay stessi, che speranza si ha di ottenere qualcos? Cosa si può fare per cambiare le cose? Ditemelo davvero: cosa si può fare per cambiare le cose?

giovedì 3 settembre 2009

00.07

E stasera mi sento inquieto.
Esame domani, livello di preparazione pesantemente inferiore al 50%. Salvo sgradevoli sorprese slitterò al prossimo lunedì riuscendo nell'impresa in cui riesco meglio: rimandare. Avrò avuto sfiga, stamattina, ma sui quattro compagni di corso incontrati oggi in università, tre erano lì per consegnare la tesi. Si laureano a ottobre, han finito tutti gli esami prima dell'estate, io ne ho ancora tre. Who cares? Sono più indietro di altri, e non è una bella sensazione, per me.
Sono giorni di violenze omofobe, sembra di andare indietro invece di andare avanti. La mia immaginazione (forse) mi ha fatto vedere paura negli occhi di un ragazzo gay, questo pomeriggio in metro. Dove si può arrivare se la nuova società di stampo omofobo (mai punito, in alcuni casi giustificato) spinge per un'ulteriore ghettizzazione dei gay e per una loro vita sempre più nascosta? Da nessuna parte. Come evitarlo? In nessun modo: le associazioni gay fanno schifo, i gay stessi sono divisi in inutili fazioni tipo sinistra/destra, checche/insospettabili, attivi/passivi, dichiarati/nascosti. E tutti sono convinti di essere "la versione giusta" di come un gay dovrebbe essere.
Stanotte dormo da solo, non ne sono mai stato capace e credo non lo sarò mai. Mi spaventa tutto, al buio tutto assume confini più incerti e indefiniti. La razionalità va a puttane, non riesco a prender sonno. Ogni rumore è un dramma, ogni sensazione un incubo. Più razionalmente, mi atterra la solitudine. Non riuscirei mai a dormire da solo. Mi sembra di essere lasciato al mio destino. Consapevolezza continua che da solo non mi basto.
Domani ho un concorso e ho paura. Di perdere, di far brutta figura, di non essere all'altezza delle aspettative di chi verrà a vedermi. Di steccare, di sbagliare qualcosa. Di essere deludente, sì.
Sono stufo di ricredermi sulle persone, sempre in negativo. Di essere convinto di avere trovato un(') amico/a e di trovarmi con un pugno di mosche in mano, con persone false, con approfittatori, con persone che sembrano oro e sono plasticaccia. Che chiede d'esser modellata, tra l'altro. Di essere l'unico che investe in qualcosa che non vale la pena.

martedì 1 settembre 2009

L'ERA GLACIALE 3 - 3D


L'avevo accennato in una "recensione" precedente: devo smetterla di andare al cinema in seconda serata. Per una questione di comodità di orari tendo sempre a scegliere lo spettacolo di 22 - 22.30. Poi, per una questione di comodità delle poltrone, tendo sempre a crollare miseramente perdendomi dieci-quindici minuti buoni di film. Che nel caso dell'Era Glaciale 3, compongono il 40% buono della trama principale. Ma sticazzi della trama, parliamo della grossa novità: il 3D. Secondo film che vedo con questa speciale nuova tecnologia e... che schifo. Nel senso, Mostri contro Alieni sicuramente non vincerà l'Oscar o il Nobel, però aveva un senso nel suo 3D: oggetti che ti venivano contro, scene in cui ti sembrava di poter toccare i personaggini... Nell'Era Glaciale niente di tutto questo, semplicemente la possibilità di vedere il mammut e gli altri leggermente più avanti rispetto allo sfondo. Deludente, per 11 euro di biglietto. Sì, avetecapitobbane: 11 euro. A parte questo - che potrebbe anche essere un limite della multisala, mica no - la trama era particolarmente poverella, anche in confronto agli altri due capitoli. Non ho ancora capito perchè non si può fare uno spin-off sullo scoiattolino in cerca di ghianda e mandare sulla strada Sid, l'elefantessa con la sgradevole voce di Roberta Lanfranchi, la tigre e tutte le inutili bestie della saga. Noiosi, prevedibili, avvincenti come un episodio qualsiasi de "Alla ricerca della valle incantata", con scene inutili e create solo per far risaltare un 3D che non risalta.
Si salvano solo 3-4 scene e altrettante battute divertenti. Per il resto, delude.

Voto: 5