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martedì 19 gennaio 2010

DI NUOVO INSIEME...

I più pratici di Bita già la sapranno. Ma non ci avranno creduto. Fatto sta che anche ora, chi mi chiede quando ho scoperto di essere gay, si sente rispondere "praticamente da sempre, da piccolo facevo accoppiare Spiderman e Ciclope degli X Men dopo i combattimenti". Quasi nessuno si rende conto che non si tratta di una battuta, ma di una verità che riempiva i miei pomeriggi (e che avrebbe dovuto portare i miei genitori ad indagare sulla natura dei miei giochi).
Fatto sta che qualche settimana fa, dopo una spedizione in cantina, ho rinvenuto nella mia vecchia cesta dei giochi il corpo orrendamente mutilato di Spiderman. Ciclope se ne stava nel ripostiglio di casa, ignorato dalla nipotina (fiuu) e intento a osservare tristemente l'orizzonte ripensando al suo amore disperso chissà dove.

Il destino (io), però, li ha riuniti. Ed eccoli, finalmente di nuovo insieme.


I due, distrutti dalle mille battaglie che la mia metà etero li costringeva a compiere prima degli accoppiamenti selvaggi (penso dovrei far causa a Brokeback Mountain per plagio), potranno finalmente passare il resto della loro vita insieme. Non ci sono più nemici da combattere (se fossi tornato dalla cantina anche con Octopus e Mister Magneto i miei mi avrebbero ufficialmente tolto gli alimenti), solo un'esistenza serena da passare insieme.

Ma senza matrimonio, contratto di unione civile, reversibilità della pensione, diritto di assistenza all'altro in caso di ricovero in ospedale, adozione di un piccolo mutante, capacità giuridiche in quanto coppia o possibilità di portare a termine i voleri del partner in caso di morte cerebrale, chè siam pur sempre in Italia. E non scherziamo.

lunedì 7 settembre 2009

NON HO NIENTE CONTRO I MANCINI

Io non sono razzista. Sono solo sincero e do voce al pensiero della stragrande maggioranza delle persone. Si fa un gran parlare, in sti giorni, dei cosiddetti "diritti ai mancini", o "non destrorsi", per usare un'espressione che fa tanto politically correct. La discussione, animata da dibattiti tv dove il mancino di turno va a dare spettacolo in qualche programmino di serie Z, nasce naturalmente dagli episodi di violenza in cui sono stati feriti due mancini che si stavano tenendo per mano (così dicono... chi lo sa se si stavano solo tenendo per mano...). Da quell'aggressione ne sono susseguite altre, più o meno gravi, più o meno ingigantite dalla stampa che ora si scandalizza in difesa di questa minoranza. Ora, io ho tantissimi amici mancini, però loro non avvertono tutto questo bisogno di farsi vedere, di urlare al mondo "ehi, io sono mancino, io scrivo con la mano sinistra", facendo inutilmente scandalo (magari davanti ai bambini, che poi chi glielo spiega che la normalità sarebbe quella di scrivere con la destra, se hanno davanti esempi di questo genere?). I miei amici mancini (persone fidate quanto discrete) sono più intelligenti di quella massa di cretini che vanno ai Left Pride urlando con la loro mano bene in vista, con slogan francamente imbarazzanti e portavoce politici altrettanto sopra le righe. Perchè i mancini non possono essere come noi destri? Io non sono sinistrofobo, ci mancherebbe, però se la società ti richiede un minimo di ritegno, limitati a stare a casa tua a fare certe cose, non andare in giro a scribacchiare per strada con la sinistra solo perchè va di moda... poi perlomeno non lamentarti se qualcuno te la fa pagare. Non giustifico la violenza, per carità, però è normale che si voglia difendere l'ordine naturale delle cose... Se fossimo tutti mancini a questo mondo come si vivrebbe? Dio ci ha dato due mani: una per scrivere, mangiare e fare tutte le cose, l'altra per tenerci in equilibrio. Pensate che tragedia averne uno in famiglia. Meglio un figlio ladro o delinquente, che mancino.

Sono stufo. Stufo di questa italietta omofoba. Inutile dibattito in tv dove si tira fuori il discorso del pudore, dello "stare a casa propria" e dell'esibizionismo, per giustificare gli attacchi omofobici. Oggi ho discusso con un amico gay, il classico "anti pride" e "antichecche". Parlava di cose che non conosceva, esattamente come tutti gli ignoranti, i violenti, i razzisti. Ma se i primi nemici all'interno della comunità gay sono i gay stessi, che speranza si ha di ottenere qualcos? Cosa si può fare per cambiare le cose? Ditemelo davvero: cosa si può fare per cambiare le cose?

giovedì 3 settembre 2009

00.07

E stasera mi sento inquieto.
Esame domani, livello di preparazione pesantemente inferiore al 50%. Salvo sgradevoli sorprese slitterò al prossimo lunedì riuscendo nell'impresa in cui riesco meglio: rimandare. Avrò avuto sfiga, stamattina, ma sui quattro compagni di corso incontrati oggi in università, tre erano lì per consegnare la tesi. Si laureano a ottobre, han finito tutti gli esami prima dell'estate, io ne ho ancora tre. Who cares? Sono più indietro di altri, e non è una bella sensazione, per me.
Sono giorni di violenze omofobe, sembra di andare indietro invece di andare avanti. La mia immaginazione (forse) mi ha fatto vedere paura negli occhi di un ragazzo gay, questo pomeriggio in metro. Dove si può arrivare se la nuova società di stampo omofobo (mai punito, in alcuni casi giustificato) spinge per un'ulteriore ghettizzazione dei gay e per una loro vita sempre più nascosta? Da nessuna parte. Come evitarlo? In nessun modo: le associazioni gay fanno schifo, i gay stessi sono divisi in inutili fazioni tipo sinistra/destra, checche/insospettabili, attivi/passivi, dichiarati/nascosti. E tutti sono convinti di essere "la versione giusta" di come un gay dovrebbe essere.
Stanotte dormo da solo, non ne sono mai stato capace e credo non lo sarò mai. Mi spaventa tutto, al buio tutto assume confini più incerti e indefiniti. La razionalità va a puttane, non riesco a prender sonno. Ogni rumore è un dramma, ogni sensazione un incubo. Più razionalmente, mi atterra la solitudine. Non riuscirei mai a dormire da solo. Mi sembra di essere lasciato al mio destino. Consapevolezza continua che da solo non mi basto.
Domani ho un concorso e ho paura. Di perdere, di far brutta figura, di non essere all'altezza delle aspettative di chi verrà a vedermi. Di steccare, di sbagliare qualcosa. Di essere deludente, sì.
Sono stufo di ricredermi sulle persone, sempre in negativo. Di essere convinto di avere trovato un(') amico/a e di trovarmi con un pugno di mosche in mano, con persone false, con approfittatori, con persone che sembrano oro e sono plasticaccia. Che chiede d'esser modellata, tra l'altro. Di essere l'unico che investe in qualcosa che non vale la pena.

mercoledì 8 aprile 2009

ESSERE GAY E DI DESTRA E' FOLLE

Giungo alla piena consapevolezza di questo non ora, non per un episodio specifico o a causa di particolari avvenimenti esterni, politici o non. Giungo a un punto in cui questa consapevolezza che mi fa compagnia da tempo diventa gigante e si fa urlo d'indignazione. Lo scrivo e lo sottolineo: essere gay ed essere di destra è da folli, da persona disinformata, da persona non a posto con se stessa, da finto bastian contrario a tutti i costi, da persona che ha il diritto di parlare solo perchè è nata con una bocca.

Essere di destra significa appoggiare le parole dei partiti facenti parte di quella direzione politica, vuol dire riconoscersi nelle parole di chi si vota, vuol dire accettare che quelle parole siano rappresentative anche del proprio pensiero. Se un esponente del PDL sdogana in televisione la parola frocio, se più esponenti di lega nord, alleanza nazionale e partitini vari usano termini come culattone, busone, ripugnanza, malattia, schifo etc. significa che il pensiero del loro partito, che li autorizza a parlare così, sia molto in linea con quei concetti. Aggiungiamoci che l'ultimo obiettivo del piano di governo di quella parte politica è quello riguardante legislature in termini di diritti civili alle famose coppie di fatto, tra cui naturalmente rientrano quelle omosessuali.

Se un gay vota a destra significa che si riconosce in quelle parole o le accetta. Tutte le altre storielline, stile "io sono imprenditore, mi conviene" e "mi riconosco negli altri valori di destra" sono palle, dovute rispettivamente alla disinformazione o ad una più o meno tacita forma di xenofobia. Gay che si disinteressano delle legislature che possano porre fine al trattamento di gay come individui di serie b evidentemente pensano ad altro. Immagino che nessun governo (per ora) impedisca loro di passare le serate in dark room o altre zone a tema dove scopare a destra e a sinistra, soddisfando quel poco che il loro cervello riesce a suggerirgli. A loro non interessano le leggi che assicurino futuro e progettualità ad una vita di coppia, ovviamente. Ma mi rincuora realizzare che i loro problemi stanno altrove, non credo dovrebbero permettersi di parlare di politica.

Non ci si può fare la politica su misura. Non si può dire "io ascolto questo e non condivido quell'altro", perchè al governo ci va un partito e uno solo, seguendo uno e un solo piano di azione. E attenzione, in tutto il discorso non ho mai citato la sinistra. Io stesso mi vergogno di aver votato un pessimo PD alle scorse politiche, ma l'alternativa non è certo votare a destra. E' fare qualcosa per cambiare le cose in seno ad un partito o a una coalizione che rispetta la persona che siamo. Non votare chi ti dà del frocio. Vecchia la storia del fatto che anche a sinistra si pensino certe cose, bisogna dare il via ad un'ideologia che condanni la discriminazione, non a chi si fa beffe del rispetto vantandosi della propria omofobia.

Ricordatevi una cosa: sono gli omofobi che devono starsene a casa loro a predicare le loro cazzate, non gli omosessuali.

Stesso discorso vale per la chiesa, intesa come attiva partecipazione alle attività da essa proposte (messe, sacramenti) più che per quanto riguarda la Fede in sè, che è privata e non conosce sesso nè razza. Tuttavia è un discorso enorme e divagherei.

Ho tanti amici gay di destra, fervidi berlusconiani o addirittura legaioli. Confido nel fatto che non sappiano di cosa parlano, nel fatto che siano fermi a distinzioni liceali tra "comunisti" e "non comunisti", nel fatto che credano sia molto di moda essere gay e non necessariamente di sinistra. Perchè se no sarebbe grave. Ma grave grave.

lunedì 6 aprile 2009

L'IMPORTANTE E' CHE STIANO A CASA LORO

Ieri una mia amica ha incontrato un nostro conoscente comune che meriterebbe un piccolo excursus introduttivo. Amici fin da piccoli, condividendo lo stesso luogo di vacanza, si era sempre notata in lui una certa propensione alla malleabilità a seconda del contesto. Per intenderci, ce lo trovavamo un'estate gabber, un'estate b-boy, un'estate fascista e quella dopo comunista, un anno tifosissimo di calcio e quello dopo totalmente disinteressato all'argomento. Tutto ciò a seconda della gente di cui si era circondato nei precedenti mesi. Poi arrivava l'estate e veniva deriso per la sua totale mancanza di personalità, cui lui opponeva labili argomentazioni in stile "non è vero uffi io ci credo veramente in Che Guevara / Mussolini / Roberto Baggio / Dio. Nessun problema se si fosse limitato a crescere. Purtroppo è rimasto così. Ed è per questo motivo che l'anno scorso non ha perso un attimo per sputtanare me e un'altra mia amica a mezzo mondo. "Quello è frocio, quella è lesbica. Che schifo che mi fa. Invece lei deve invitarmi a fare una cosa a tre e faccio cambiare idea a tutte e due". Solite cose, insomma.
Morale della favola: non gli ho rivolto parola per un anno senza capire che era totalmente inutile. Un "ciao" non si dovrebbe negare a nessuno. La mia amica l'ha re-incontrato ieri davanti a un banchetto di F*rza Nu*va. Ha ribadito che contro me non ha niente, che gli fa solo schifo pensare che un tempo eravamo così amici e così intimi, quando io ero già frocio. Eh, mica lo sono diventato col tempo, non mi chiamo Luca. Che lui, pur essendo nelle file di quel "partito" (di testa, forse), non ha nulla contro i gay, ma che se ne stiano a casa loro.
Mia amica: "e perchè non dovrebbero potersi sposare?"
Lui, con la faccia sconvolta: "e perchè mai? Poi chiedono l'adozione, ma stiamo scherzando?"

Mi dispiace, che sia diventato così. Eravamo amici da piccoli, appunto. Poi dicono che "i bambini sono proprio cattivi"... io credo che se si riuscisse a conservare l'ingenuità che si ha da piccoli e si lasciasse da parte la malizia e la dietrologia che si guadagna da grandi, dove non si possono più confessare le proprie paure, forse la situazione sarebbe diversa...

martedì 20 gennaio 2009

15 MOTIVI PER VIETARE I MATRIMONI GAY IN ITALIA

Lo so, devo cominciare a sfruttare meglio questo blog, ma avevo letto in giro questo post ed è il caso di inciderlo a fuoco nell'aria. Ecco 15 motivi per cui il matrimonio gay e l'adozione gay sono sbagliati:
  1. Essere gay non è naturale. I veri italiani rifiutano ciò che è innaturale, come gli occhiali, le scarpe, il poliestere e l’ aria condizionata.
  2. Il matrimonio gay spingerà le persone ad essere gay, allo stesso modo in cui vedere in giro persone alte fa diventare tutti alti.
  3. Legalizzare il matrimonio gay aprirà la strada a ogni tipo di stile di vita folle. Le persone vorranno sposare i propri animali domestici, perché ovviamente un cane ha una personalità giuridica e i diritti civili per sposarsi, nonché la capacità di dichiararsi consenziente o meno al contratto giuridico.
  4. Il matrimonio eterosessuale esiste da moltissimo tempo e non è mai cambiato minimamente; le donne infatti sono ancora una proprietà del marito, le nozze sono decise dai genitori, il padre ha il diritto di vita e di morte sui figli, i neri non posso sposare i bianchi e il divorzio non esiste.
  5. Il matrimonio eterosessuale perderà valore se sarà permesso anche ai gay di sposarsi. La santità dei sette matrimoni di Liz Taylor verrebbe distrutta.
  6. I matrimoni eterosessuali sono validi perché sono fertili e producono figli. Le coppie gay, come anche quelle sterili e le persone anziane, non devono potersi sposare perché i nostri orfanotrofi sono vuoti e il mondo ha bisogno di più bambini.
  7. Ovviamente i genitori gay tirerebbero su figli gay, proprio come da genitori eterosessuali nascono soltanto figli eterosessuali.
  8. Il matrimonio gay è vietato dalla religione. Dunque in una teocrazia come la nostra i valori di una religione devono essere imposti all’intera nazione. Ecco perché in Italia c’è una sola religione e tutti i bambini devono essere battezzati alla nascita.
  9. I bambini non sarebbero mai sereni ed equilibrati senza un modello maschile e uno femminile a casa. Per questo nella nostra società quando un genitore è da solo, o perché è vedovo o perché è stato lasciato, gli vengono tolti anche i figli.
  10. Il matrimonio gay cambierebbe i fondamenti della nostra società e noi non potremmo mai adattarci alle nuove norme sociali. Proprio come non ci siamo mai adattati alle automobili, al lavoro in fabbrica e all’allungamento della vita media.
  11. Le relazioni gay non sono durature perché i gay per natura sono promiscui. Infatti i mariti etero e le mogli etero non hanno mai relazioni extraconiugali e non divorziano mai.
  12. I bambini cresciuti da una coppia gay verrebbero derisi e discriminati dagli altri coetanei. A differenza di quelli con le orecchie a sventola, quelli con il naso grosso, quelli grassi, quelli effemminati, quelli di colore, quelli con la erre moscia, o quelli troppo bassi che sono accettati da tutti i coetanei e mai presi in giro da nessuno.
  13. Perché la religione cattolica vieta l’atto omosessuale che è considerato peccato, e dunque loro non possono sposarsi ma possono farlo assassini, pedofili, maniaci sessuali, ladri, mafiosi, serial killer, truffatori, mercanti di organi, commercianti di bambini , di schiavi, di pellicce, papponi e chiunque non sia un omosessuale.
  14. Perché il matrimonio omosessuale comporta l’atto omosessuale. Ma la Bibbia considera peccato l’atto omosessuale cosi come la masturbazione, i rapporti sessuali prima del matrimonio e i rapporti sessuali che non hanno il fine di procreare.
  15. Perché verrebbe meno l’antica tradizione calcistica Italiana, dato che di sicuro ci saranno meno calciatori. Infatti si sa che i gay odiano il calcio e porteranno a odiarlo anche ai loro bambini impedendogli quindi di praticare qualsiasi tipo di sport che non sia danza classica, ginnastica ritmica, pattinaggio sul ghiaccio, shopping, manicure, lampada e bolle di sapone.