mercoledì 9 settembre 2009

BITA - DA LUNEDI' SU QUESTO BLOG

Il bambino più precoce di sempre. Un temibile omosessualizzatore, il terrore di ogni etero o presunto tale. Un letargo lungo anni, prima di svegliarmi e capire che non si poteva andare avanti così, che dovevo accettare una parte fondamentale di me. Uno schianto terribile, che ha cambiato tante cose. La presa di coscienza della mia personalità. L'estate delle prime esperienze. Gli amici più stretti, la difficoltà di aprirmi e raccontare il più intimo segreto. I primi "amori", più o meno seri. La progressione parallela di un'altra vita, su cui non potevo accettare di non avere il controllo... la prima volta in cui ho perso la testa per un ragazzo, la profonda crisi che mi portò ad un drammatico coming out coi miei genitori.

E ancora... il primo bacio, folli botte di coraggio, ciellini, etero repressi, gay rifiutati, litigi, chiarimenti...

da lunedì, per tredici settimane.

lunedì 7 settembre 2009

NON HO NIENTE CONTRO I MANCINI

Io non sono razzista. Sono solo sincero e do voce al pensiero della stragrande maggioranza delle persone. Si fa un gran parlare, in sti giorni, dei cosiddetti "diritti ai mancini", o "non destrorsi", per usare un'espressione che fa tanto politically correct. La discussione, animata da dibattiti tv dove il mancino di turno va a dare spettacolo in qualche programmino di serie Z, nasce naturalmente dagli episodi di violenza in cui sono stati feriti due mancini che si stavano tenendo per mano (così dicono... chi lo sa se si stavano solo tenendo per mano...). Da quell'aggressione ne sono susseguite altre, più o meno gravi, più o meno ingigantite dalla stampa che ora si scandalizza in difesa di questa minoranza. Ora, io ho tantissimi amici mancini, però loro non avvertono tutto questo bisogno di farsi vedere, di urlare al mondo "ehi, io sono mancino, io scrivo con la mano sinistra", facendo inutilmente scandalo (magari davanti ai bambini, che poi chi glielo spiega che la normalità sarebbe quella di scrivere con la destra, se hanno davanti esempi di questo genere?). I miei amici mancini (persone fidate quanto discrete) sono più intelligenti di quella massa di cretini che vanno ai Left Pride urlando con la loro mano bene in vista, con slogan francamente imbarazzanti e portavoce politici altrettanto sopra le righe. Perchè i mancini non possono essere come noi destri? Io non sono sinistrofobo, ci mancherebbe, però se la società ti richiede un minimo di ritegno, limitati a stare a casa tua a fare certe cose, non andare in giro a scribacchiare per strada con la sinistra solo perchè va di moda... poi perlomeno non lamentarti se qualcuno te la fa pagare. Non giustifico la violenza, per carità, però è normale che si voglia difendere l'ordine naturale delle cose... Se fossimo tutti mancini a questo mondo come si vivrebbe? Dio ci ha dato due mani: una per scrivere, mangiare e fare tutte le cose, l'altra per tenerci in equilibrio. Pensate che tragedia averne uno in famiglia. Meglio un figlio ladro o delinquente, che mancino.

Sono stufo. Stufo di questa italietta omofoba. Inutile dibattito in tv dove si tira fuori il discorso del pudore, dello "stare a casa propria" e dell'esibizionismo, per giustificare gli attacchi omofobici. Oggi ho discusso con un amico gay, il classico "anti pride" e "antichecche". Parlava di cose che non conosceva, esattamente come tutti gli ignoranti, i violenti, i razzisti. Ma se i primi nemici all'interno della comunità gay sono i gay stessi, che speranza si ha di ottenere qualcos? Cosa si può fare per cambiare le cose? Ditemelo davvero: cosa si può fare per cambiare le cose?

giovedì 3 settembre 2009

00.07

E stasera mi sento inquieto.
Esame domani, livello di preparazione pesantemente inferiore al 50%. Salvo sgradevoli sorprese slitterò al prossimo lunedì riuscendo nell'impresa in cui riesco meglio: rimandare. Avrò avuto sfiga, stamattina, ma sui quattro compagni di corso incontrati oggi in università, tre erano lì per consegnare la tesi. Si laureano a ottobre, han finito tutti gli esami prima dell'estate, io ne ho ancora tre. Who cares? Sono più indietro di altri, e non è una bella sensazione, per me.
Sono giorni di violenze omofobe, sembra di andare indietro invece di andare avanti. La mia immaginazione (forse) mi ha fatto vedere paura negli occhi di un ragazzo gay, questo pomeriggio in metro. Dove si può arrivare se la nuova società di stampo omofobo (mai punito, in alcuni casi giustificato) spinge per un'ulteriore ghettizzazione dei gay e per una loro vita sempre più nascosta? Da nessuna parte. Come evitarlo? In nessun modo: le associazioni gay fanno schifo, i gay stessi sono divisi in inutili fazioni tipo sinistra/destra, checche/insospettabili, attivi/passivi, dichiarati/nascosti. E tutti sono convinti di essere "la versione giusta" di come un gay dovrebbe essere.
Stanotte dormo da solo, non ne sono mai stato capace e credo non lo sarò mai. Mi spaventa tutto, al buio tutto assume confini più incerti e indefiniti. La razionalità va a puttane, non riesco a prender sonno. Ogni rumore è un dramma, ogni sensazione un incubo. Più razionalmente, mi atterra la solitudine. Non riuscirei mai a dormire da solo. Mi sembra di essere lasciato al mio destino. Consapevolezza continua che da solo non mi basto.
Domani ho un concorso e ho paura. Di perdere, di far brutta figura, di non essere all'altezza delle aspettative di chi verrà a vedermi. Di steccare, di sbagliare qualcosa. Di essere deludente, sì.
Sono stufo di ricredermi sulle persone, sempre in negativo. Di essere convinto di avere trovato un(') amico/a e di trovarmi con un pugno di mosche in mano, con persone false, con approfittatori, con persone che sembrano oro e sono plasticaccia. Che chiede d'esser modellata, tra l'altro. Di essere l'unico che investe in qualcosa che non vale la pena.

martedì 1 settembre 2009

L'ERA GLACIALE 3 - 3D


L'avevo accennato in una "recensione" precedente: devo smetterla di andare al cinema in seconda serata. Per una questione di comodità di orari tendo sempre a scegliere lo spettacolo di 22 - 22.30. Poi, per una questione di comodità delle poltrone, tendo sempre a crollare miseramente perdendomi dieci-quindici minuti buoni di film. Che nel caso dell'Era Glaciale 3, compongono il 40% buono della trama principale. Ma sticazzi della trama, parliamo della grossa novità: il 3D. Secondo film che vedo con questa speciale nuova tecnologia e... che schifo. Nel senso, Mostri contro Alieni sicuramente non vincerà l'Oscar o il Nobel, però aveva un senso nel suo 3D: oggetti che ti venivano contro, scene in cui ti sembrava di poter toccare i personaggini... Nell'Era Glaciale niente di tutto questo, semplicemente la possibilità di vedere il mammut e gli altri leggermente più avanti rispetto allo sfondo. Deludente, per 11 euro di biglietto. Sì, avetecapitobbane: 11 euro. A parte questo - che potrebbe anche essere un limite della multisala, mica no - la trama era particolarmente poverella, anche in confronto agli altri due capitoli. Non ho ancora capito perchè non si può fare uno spin-off sullo scoiattolino in cerca di ghianda e mandare sulla strada Sid, l'elefantessa con la sgradevole voce di Roberta Lanfranchi, la tigre e tutte le inutili bestie della saga. Noiosi, prevedibili, avvincenti come un episodio qualsiasi de "Alla ricerca della valle incantata", con scene inutili e create solo per far risaltare un 3D che non risalta.
Si salvano solo 3-4 scene e altrettante battute divertenti. Per il resto, delude.

Voto: 5

sabato 29 agosto 2009

BITA - ALE DAGLI ANNI '9O AD OGGI - DA SETTEMBRE


L'idea di un racconto a puntate di tutto ciò che è stato di me fino ad ora mi balenava in testa da un po'. L'idea è in effetti un tantino inflazionata, ma credo e spero che possa essere interessante e coinvolgente tanto per chi scrive quanto per chi la leggerà.
Perchè Bita? E' stata la prima canzone che ho imparato a cantare, "Vita" di Gianni Morandi. Non avendo ancora acquisito la V, però, cantavo "bita" tutto orgoglioso di me. Il canto è sempre stato una parte importante della mia vita, si è intrecciato, insieme alla musica, con i momenti più importanti che ho vissuto, con le prime storie, con gli amori non corrisposti e con le risate e i pianti più intensi.
Vi voglio raccontare di precoci botte d'ormoni, di un difficile percorso d'accettazione della mia sessualità, di ragazze e di ragazzi, di persone conosciute per caso che mi hanno cambiato la vita, di grandi sofferenze e amori appaganti. Voglio coinvolgervi nella storia dei miei coming out, dei colpi di testa improvvisi e di una crescita personale di mese in mese, di anno in anno.
Da Settembre, ogni settimana su queste pagine.

domenica 23 agosto 2009

THINKING CHAIN

Il ritorno dei miei dalle vacanze d'agosto coincide solitamente con la fine delle vacanze percepite. Averli sul collo mentre siamo vicini agli esami non è propriamente il massimo, ma neanche avere il frigo vuoto e cenare da McDonald ogni due sere lo è. Perlomeno per il fegato.
Dove sono stati? In Spagna, patria della libertà personale, patria ideale per l'intera comunità gay (che in sto periodo starebbe meglio in un bunker iraniano che in Italia).
E' notizia di questi giorni l'ennesimo pestaggio a stampo omofobo a Roma, nei pressi del Gay Village. Auguro al delinquente assalitore una morte atroce e dolorosa, visto che sono contrario alla pena di morte ma favorevole all'augurarla a destra e manca. Il mio pensiero è volato subito ad Ale e Lolò, che sono di Roma e sarebbero potuti essere al Village. E' assurdo il fatto che si debba avere paura di manifestare i propri sentimenti perchè uno squilibrato qualsiasi potrebbe spedirti all'ospedale o nell'edificio là accanto.
A proposito di Ale e Lolò, a cavallo di Ferragosto da queste parti si è passati giornate splendide in compagnia di tutti i romanelli (anche Simone, Luca, Sim, Daniele e Davide) e di due specialissimi romagnucci: Ric & Fil (per l'occasione rinominati "Ficcardo", che è parsa da subito una crasi fantastica). Il serale a Gardaland, il cinese a Sirmione, l'ultima serata a Desenzano... sono stati momenti stupendi, che han reso molto più difficile del dovuto i momenti dei saluti. Abitare distanti è una rottura di palle, lo so e l'ho sempre saputo.

martedì 4 agosto 2009

FACCIA DI SERPENTE

Una cosa di cui mi si può accusare è che ho una lieve tendenza all'insulto quando si litiga. Intendiamoci, non mi metto a dare del figlio di puttana al vecchietto che prova a passarmi davanti alla posta, lo faccio solitamente solo con persone con cui sono in enorme confidenza e non vado oltre i comuni "idiota, deficiente".
Perchè? Non lo so. Capita da sempre. E' svantaggioso anche perchè al momento del chiarimento post-litigio, vengo ri-messo sotto accusa per aver usato quei termini, mi si obbliga a chiedere scusa anche qualora sia stato abbondantemente dalla parte della ragione. Il problema è che non capisco come ci si possa offendere. Mi spiego. Se qualcuno mi desse dello scemo o della testa di cazzo, non potrei offendermi, perchè semplicemente so di non esserlo.
Al contrario, odio tirar fuori, durante i litigi, tutte le cattiverie del mondo, attaccando l'altro sulle proprie debolezze e infierendo rinfacciando magari le stesse confidenze che si erano ricevute con una certa dose di fiducia allegata. Non mi piace perchè stende definitivamente, subirlo può disorientare, fa perdere coscienza "di chi sono i buoni e chi i cattivi", se anche una persona di cui ti fidavi ti attacca sui tuoi punti deboli. Rinfacciare mi stende, tendo a non farlo mai. Pertanto, quando mi stufo di argomentare, quando ho palesemente ragione e mi passa la voglia di guadagnarmelo con esempi ed eloquenza (tanto spesso una vittoria in tal senso non viene nemmeno riconosciuta), farcisco il tutto di insulti. Danno forza e colore. Sono anche folkloristici, volendo.